10 Curiosità sul crossfit spiegate da un giudice.

Il crossfit è una di quelle discipline che mette a dura prova mente e fisico, possono praticarlo tutti, ma a livello agonistico bisogna avere una certa predisposizione.

Le 10 Curiosità sul crossfit spiegate da un giudice.

Antonio Cafarella, 33 anni, lucano di origine, è uno dei giudici impegnati nelle diverse competizioni che si diramano ogni anno su tutto il territorio nazionale.

Nonostante l’incremento della domanda, nel bel paese, il crossfit si sta pian piano evolvendo, ma stenta a emergere soprattutto nel mezzogiorno italiano, dove sono presenti poche strutture.

Antonio, come ti sei avvicinato a questa disciplina?

“Nel 2015 mi trovavo in vacanza in Spagna, a Tenerife, in quel periodo mio fratello lavorava lì. Durante il mio soggiorno, soprattutto la mattina, me ne andavo in giro sull’isola. Un giorno, mi sono imbattuto in un gruppo di ragazzi, si allenavano insieme; mentre facevano jogging, ho notato subito che indossavano delle imbracature zavorrate, in un primo momento non ci ho badato più di tanto.

Nei giorni successivi, però, ho incontrato quello stesso gruppo mentre si allenava sulla spiaggia. Li ho incontrati spesso, e ogni giorno si allenavano per più ore al giorno.

Da lì ho iniziato a incuriosirmi sempre più, tanto da fare ricerche su internet, a guardare video tutorial su youtube.”

Una passione che cresceva sempre più fino al suo ritorno in Italia.
Le 10 curiosità sul crossfit, spiegate da un giudice.
Le 10 curiosità sul crossfit, spiegate da un giudice.

“Quando sono tornato in Basilicata – continua Cafarella – ho voluto conoscere più a fondo questa disciplina, alcune delle mie ricerche mi hanno portato fino a Milano, dove ho iniziato a frequentare un’accademia specifica, la scuola di crossfit, successivamente ho conseguito l’abilitazione come allenatore della disciplina.

Mi sono accorto fin da subito della difficoltà nello svolgere determinate esecuzioni, la mia preparazione fisica non era sufficiente.

Oggi il livello degli atleti è davvero altissimo, io ad esempio, non avendo a disposizione mezzi idonei, e vivendo prevalentemente in Basilicata, ho fin da subito riscontrato problemi di questo tipo, non potevo allenarmi perché c’era assenza di strutture idonee.

Con l’avvento della Pandemia, nell’ultimo periodo, la maggior parte degli sportivi si allena in casa, ma non è lo stesso, a casa puoi svolgere una minima parte degli esercizi, ma per affrontare il resto hai bisogno di spazi ampi e di attrezzature idonee.

Così, pur rimanendo all’interno della disciplina, mi sono appassionato alla figura del giudice, ho seguito una formazione specifica e oggi mi dedico prevalentemente a questo.”

1. Quando nasce il crossfit?

“Il crossfit nasce negli Stati Uniti negli anni ’70, la disciplina motoria creata da Greg Glassman diventa popolare solo 20 anni più tardi, quando nacque la prima palestra (o meglio box) nel 1995 a Santa Cruz (California), in Italia si diffonderà solamente nei primi anni 2000. Nell’ultimo periodo, sono sempre più gli atleti gli atleti che si avvicinano al crossfit.”

2. Che tipo di disciplina è?

“Una di quelle che non conosce limiti di età, all’inizio si può presentare come sport duro, difficile, ma non è sempre così.

A mio avviso – afferma Antonio – è una delle più complete, considera che in alcune manifestazioni a livello agonistico è richiesto che il partecipante abbia una preparazione atletica in diverse discipline, e che abbia una certa predisposizione fisica per il sollevamento di pesi e per effettuare ripetizioni in un certo modo.

Il crossfit, può essere sintetizzato, dunque, come l’intreccio di più attività motorie. Un crossfitter, generalmente, sa eseguire moltissimi esercizi di potenziamento a corpo libero, integrando sessioni con allenamenti all’aperto, sovraccarichi con il bilanciere, e anche discipline aerobiche.”

3. Chi può praticarlo?

“È uno sport adatto davvero a tutti. Molti box, adesso, sono attrezzati anche per i disabili, un numero sempre maggiore. A mio avviso sarebbe opportuno far svolgere questa attività, ovviamente riadattata, anche agli adolescenti. Sono anche istruttore di una scuola calcio, molto spesso incontro ragazzi che non sanno stare in piedi, non sanno correre nel modo corretto, questo mi fa riflettere molto.”

4. Quali sono i benefici?

“Potrebbe essere un elenco infinito, è un’attività che comporta benefici fin da subito. Ha un alto consumo energico (mediamente 500 kcal/h), si registrano miglioramenti nel metabolismo e variazioni funzionale nell’apparato respiratorio.

Ti senti più forte e più energico fin dalle prime ripetizioni dei primi giorni. Ti stravolge completamente, ma bisogna andarci piano, i casi di infortunio sono molto numerosi. Ci sono atleti che si allenano per diverse ore al giorno, io direi che bisognerebbe concentrarsi sui 40 minuti al giorno, per essere efficace, almeno all’inizio.”

Fotografia Sonia D’Arino

5. Dove si può praticare crossfit?

“Prevalentemente nei box, molto erroneamente vengono definite palestre, ma sono in realtà degli spazi molto ampi, alcuni utilizzano addirittura strutture come dei veri e propri capannoni industriali in disuso, considera che è un ambiente molto spartano. Si può svolgere all’aperto e nell’ultimo anno ci si è attrezzati anche in casa, sono sufficienti un paio di manubri kettlebell o un bilanciere.”

6. Quando si iniziano a intravedere i risultati?

“Essendo uno sport ad altissima intensità, i primi risultati si possono vedere dopo un paio di mesi, molto dipende anche dalla tua predisposizione fisica quando inizi la disciplina.”

Le 10 curiosità sul crossfit, spiegate da un giudice.

7. Esistono manifestazioni sportive di crossfit?

“Assolutamente si! Purtroppo ancora sconosciute ai più, ma ogni anno ci sono circa 20 manifestazioni che si svolgono su questa disciplina, ogni box ne ha una, quella di Monopoli, per intensità e grandezza è quella più famosa, perché si è affermata nel tempo. Ad oggi l’AFFI (Associazione Functional Fitness Italia) sta lavorando per confluire tutti questi eventi in un unico campionato, così da racchiudere nel suo interno ogni singola competizione nazionale. Come Giudice, in 3 anni, ne ho viste parecchie.”

Le 10 curiosità sul crossfit, spiegate da un giudice.

8. In cosa consiste un evento di questo tipo?

“Gli atleti che partecipano alle manifestazioni si cimentano in alcuni WOD (workout of the day), ogni wod ha un tempo di svolgimento, in alcuni casi si avanza per punteggio. Ciascun atleta, generalmente a gruppi di 10, ha un giudice che lo segue, e quindi ne conteggia il tempo, oppure osserva che le ripetizioni vengano effettuate in modo corretto.”

Le 10 curiosità sul crossfit, spiegate da un giudice.

9. Qual è il compito di un giudice nello specifico?

“Verificare la corretta esecuzione. Il crossfit organizza ogni anno dei corsi per i giudici, dove si consegue un diploma specifico e valido solo per l’anno corrente. Una sorta di formazione continua, che ti aggiorna su nuovi standard ed esercizi introdotti da crossfit, serve per giudicare l’atleta durante la manifestazione.

In gara, ogni atleta ha il suo giudice che controlla l’esecuzione dell’esercizio, ne valuta gli standard per verificare quali sono le ripetizioni valide e quelle da sanzionare. Gli atleti, iscritti a ogni singola gara, conoscono le discipline o gli esercizi da svolgere, solo il giorno stesso che si tiene la gara.

Come giudice faccio parte del team PJ(project Judges), all’interno di questo gruppo ci sono all’incirca un centinaio di giudici, oltre alla formazione indetta da Crossfit, seguo anche una formazione interna, utile per permettere di mantenere la stessa linea di giudizio, usiamo tutti lo stesso linguaggio del corpo e anche verbale. A ogni manifestazione, partecipano giudici dello stesso team anche per questa ragione.”

Le 10 curiosità sul crossfit, spiegate da un giudice.
Antonio Cafarella durante una manifestazione

10. Come si partecipa alle manifestazioni di crossfit?

“Nella maggior parte delle competizioni ci sono le qualifiche online, ogni atleta che decide di partecipare a una gara, registra un video nel proprio box che lo ritrae mentre svolge una disciplina. Il video deve essere inviato su un portale specifico che verrà esaminato da alcuni giudici, già in questa fase c’è una scrematura degli atleti, infatti, un giudice verifica visivamente il file, e svolge lo stesso compito che avrà successivamente sul campo di gara, quindi, valuta le diverse performance in modo da stilare una classifica, i primi saranno coloro che parteciperanno alla gara dal vivo.”

Michele Ungolo

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