Da MTV a Papa Francesco, chi è Hermes Mangialardo?

Hermes Mangialardo è un creativo a tutto tondo. Ha trasformato la sua passione per l’animazione digitale, in un lavoro ricco di soddisfazioni, ha conquistato anche il cuore di Papa Francesco con un corto corto la violenza sulle donne. Da MTV al Vaticano, passando per i videomapping in tutto il mondo, Hermes racconta i segreti del suo lavoro.

Dal 2003 si occupa di tutto ciò che ruota intorno all’animazione digitale. Non è un segreto che i suoi cortometraggi sono stati premiati nei più impostanti festival in giro per il mondo, ottenendo nominations e una serie di riconoscimenti prestigiosi ( tra cui i “nostrani” Corti d’Argento e Giffoni Film Festival ).

 

la caricatura più celebre di Mangialardo

Ti definiscono “cartoonist”, “video maker”  “creatore di video mapping”, ma chi è davvero Hermes Mangialardo?

E’ una domanda complicata, e spesso mi trovo in difficoltà quando la gente che non mi conosce mi chiede: “Che lavoro fai?” Spesso rispondo con la parola “creativo”, per facilità, ma la verità è che una reale definizione ancora non ce l’ho, e sinceramente spero di non averla mai…

In cosa consiste il tuo lavoro e come lo organizzi per realizzare animazioni?

Fortunatamente il mio lavoro è molto vario e passa dal semplice montaggio video sino alla realizzazione di grossi progetti di videomapping 3D, che richiedono complesse animazioni tridimensionali, ed una messa in scena dello spettacolo che avviene anche i condizioni logistiche difficili. Non ho purtroppo una vera e propria organizzazione, ma mi aiuta molto ragionare step by step, senza farmi assalire dall’ansia.

Come ti sei ritrovato in questo mondo?

In realtà la mia passione originaria è stata per i fumetti. Sin da piccolo sono un collezionista seriale e non riesco ad addormentarmi senza prima leggere un paio di pagine di “nuvole parlanti”. Tuttavia la mia passione resta tale mentre i miei studi seguono un percorso diverso (diploma di geometra e laurea in economia e commercio), sino a quando non comincio a lavorare, prima come geometra, poi come amministrativo in uno studio fiscale. Capisco da subito che non è la strada che fa per me e quindi frequento prima dei corsi brevi (Flash animation alla Scuola Politecnica di Design di Milano) e poi un vero e proprio Master Universitario (Multimedia Content Design a Firenze). Il mio primo riconoscimento avviene subito dopo il primo corso, con una brevissima opera dal titolo Mary’s Day che nel 2003 vince il terzo premio al Festival Animoweb di Modena.

 

One day in July

A quale dei tuoi lavori sei più affezionato e perché?

Scelta difficile questa, ma posso dire che probabilmente è la serie Urban Jungle, un classico sogno nel cassetto, che da fumetto diventa serie TV su MTV Italia. Pillole da 3 minuti che raccontano la “Fauna Urbana”. Ricordo che dopo averla realizzata, nel 2008, ero in viaggio a Torino e in un pub la vedo trasmessa sugli schermi e la gente la riconosceva… allora vado su internet e scopro che ogni episodio aveva centinaia di migliaia di visualizzazioni su youtube! È stata una bella sensazione.

 

Urban Jungle
Come si realizza un video di animazione?

Di solito parto da una ispirazione singola, che spesso esplode inaspettata da un articolo, una visione o un sogno, per poi sviluppare un vero e proprio storyboard in testa. Quasi mai scrivo sceneggiatura perchè voglio essere libero di cambiare in corso di sviluppo idee e racconto.

Qual è la tua tecnica?

Uso diverse tecniche, ma quella che utilizzo più spesso è la Cut-out animation (tecnica antica che nasce dai giochi di ombre) realizzata in digitale oppure la 3D animation ma con una resa che sembri quasi dusegnata. Con quest’ultima tecnica ho realizzato sia Urban Jungle che One Day in July, il mio corto più premiato.
Il 90% del mio lavoro è in digitale, ma le prime idee di personaggi e scenari sono realizzate sul mio block notes.

Per realizzare un personaggio di cosa hai bisogno e da dove inizi?

Anche qui si parte da un disegno sul blocco note, in cui accenno il personaggio principale e quelli secondari. Poi dipende dalla tecnica che intendo usare per il cartoon. Molto spesso mi avvalgo dell’aiuto di illustratori (soprattutto per i video in cut-out animation) ed in particolare con Piero Schirinzi, con cui abbiamo una collaborazione che dura ormai da anni.

 

per Zanichelli

Cos’è il mapping?

l nome di questa tecnica deriva dall’inglese projection mapping, ossia letteralmente proiezione mappata. Sostanzialmente è una tecnicache consiste nel proiettare un video su una superficie di varia grandezza. Il video è composto da immagini mixate fra loro: immagini in movimento, animazione, effetti speciali, grafica 3d e animazione di personaggi. La superficie che si sceglie per il mapping diventa una sorta di display dinamico che accoglie lo scorrere delle proiezioni.

Quanto costa fare un video mapping?

Questa è una domanda veramente difficile, perché è come chiedere ad un architetto: quanto costa una casa? Ogni progetto ha uno sviluppo a se, che deve tener conto di vari fattori: grandezza e complessità della facciata, tipo di proiettori da usare, inquinamento luminoso, ecc. I proiettori utilizzati sono proiettori architetturali il cui costo di noleggio è una componente importante e può arrivare anche dalle 2/3000€ al giorno per singolo proiettore.

Come si fa un video mapping?

Per prima cosa si valuta la fattibilità, ossia si vede se vi è una piazza antistante all’edificio, e se non vi sono impedimenti visivi come alberi e lampioni o fontane che possa ostruire la visuale ed il raggio dei proiettori. Dopo si passa ad un sopralluogo fotografico e successivamente ala ricostruzione tridimensionale della facciata. Da lì in poi parte la fase creativa in cui si mixano animazioni astratte architetturali a parti più narrative. Nei miei progetti mi piace molto raccontare qualcosa che riguarda l’edificio o il luogo in cui il mapping viene realizzato. Questo però tenedno conto della struttura della facciata e senza snaturare l’effetto “Wow” che ogni spettacolo di videomapping deve avere.

Quale video mapping, tra i tanti che hai realizzato, ha richiesto un numero elevato di proiettori?

14 videoproiettori per la torre della Tv di Berlino, decisamente il videomapping più alto che ho mai realizzato.

 

videomapping a Berlino

Esistono corsi di formazione per chi vuole avvicinarsi a questo mondo?

Che io sappia non esiste una vera e propria scuola di videomapping ma solo workshops  che vengono messi in atto da varie realtà. Essendo una tecnica complessa che richiede anche capacità di allestimento tecnico pratico, è un po’ difficile trovare dei corsi completi.

Di recente hai instaurato una collaborazione con il Vaticano, in cosa consiste?

Sono stato contattato per realizzare uno dei video che il papa ogni mese lancia sui suoi canali su un tema particolare di preghiera. Il tema scelto per l’intenzione di preghiera del mese di febbraio è stato la violenza sulle donne. Dato il tema particolarmente delicato il vaticano ha scelto di rappresentarlo usando il linguaggio dell’animazione. Da qui, attraverso varie riunioni on line anche con l’agenzia spagnola che cura questa comunicazione, si è stabilito uno storyboard condiviso e si è partiti con la realizzazione dell’animazione. Confesso di aver sofferto un po’ da “ansia da prestazione”, ma alla fine sono stato molto contento del risultato, ed il fatto che sia piaciuto al santo Padre mi ha riempito di soddisfazione!

Michele Ungolo

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